WINTER WONDERSMELL: 3 FRAGRANZE CON CUI CELEBRARE L’INVERNO

C’è un lato poetico e struggente nella terra di mezzo tra la stagione che si sta per concludere e quella che sta per inziare. Circondati come siamo dall’iperattività e dalla luce costante dei nostri smartphone nel buio, facciamo fatica a percepire ciò che accade intorno a noi. Al massimo ne evochiamo uno sbiadito ricordo, il riflesso di qualcosa che abbiamo conosciuto e che ora non notiamo più. I colori che cambiano, le foglie che cadono, la terra che generosa regala gli ultimi suoi frutti prima di ritirarsi in un meritato riposo. E in noi, se siamo attenti e abbiamo voglia di ascoltarla, si insinua una sottile Sehnsucht, una nostalgia per qualcosa di non meglio definito che ci porta a ritirarci nel nostro centro, a volgere lo sguardo verso l’interno, ad aprire l’orecchio al suono di accordi acustici, mentre alla luce di una candela tremula leggiamo finalmente quel libro iniziato mesi fa sorseggiando una tazza di tè… Ok, ok, lo ammetto: siamo in pieno cliché. Ma è un cliché che personalmente riproduco pedissequamente, anno dopo anno. Gli dà inizio l’ascolto quasi ossessivo-compulsivo dei Kings of Convenience e loro affini, e prosegue come indicato sopra fino a marzo inoltrato. Cosa lo rende perfetto? Il profumo. O per meglio dire i profumi. Che desidero essere densi, caldi, sciropposi e un po’ retrò, avvolgenti come una coperta di lana e seducenti come una vestaglia di seta sulla pelle calda dopo il bagno. Di seguito, 3 quadri olfattivi  e 3 fragranze da guardare, annusare, ascoltare e gustare.

Santal Nabataea – Mona di Orio
Cambio di scenario. Siamo a Petra, capitale del regno di Nabataea. E fa quasi strano associare l’inverno a una città che non conosce il fluttuare delle stagioni, che è l’emblema stesso di ciò che è (apparentemente) immutabile. Eppure la creazione di Fredrik Dalman, in House perfumer presso Mona di Orio, ha creato un capolavoro in continua evoluzione. Di Petra il giovane creatore svedese riproduce i colori e i toni: dal giallo, al rosso, passando per diverse tonalità di marrone, e chiudersi nel bianco lattiginoso della creta che attende il ritorno del sole. Un profumo complesso, sfumato e fumante come una tazza di caffè caldo corretto con panna, omaggio alla bevanda non alcolica che gli svedesi apprezzano e consumano di più. E non è solo una metafora: la nota di caffè è quella che seduce al primo spruzzo, resa ancora più pungente da sfrigolanti bacche di pepe nero e albicocche secche. A sostenere l’immagine, impressioni di arenaria e oleandro che danno corpo al più pregiato dei legni di sandalo. Morbido e cremoso, il sandalo è il perfetto giaciglio su cui sostare. A lungo.

Eau de Parfum, 75 ml.
Ascolta: Northern Lad, Tori Amos
Gusta: Caffè bollente fatto con French Press, con una goccia di panna. No sugar.
Guarda: Giovanni Boldini – La lettura a letto 1914

Naja – vero.profumo
Naja. Il cobra. Che non è un serpente, come molti di noi cresciuti negli anni Ottanta avranno pensato all’unisono. E in effetti, nonostante il nome, Naja al mio naso è più simile a una pozione magica messa a punto nella notte di Samhain dalla strega Vero Kern, unica e vera grande dame della profumeria di ricerca. Sigla olfattiva di un percorso che l’ha vista creare in 10 anni 5 fragranze declinate in 3 diverse concentrazioni, Naja è un profumo di trasformazione, di cambiamento in edizione limitata (ne sono stati prodotti 650 pezzi) . E il cambiamento passa dall’abbandono di ciò che eravamo per lasciare posto a ciò che saremo. Il risultato è un jus denso e ricco ci trascina con sé: un’apertura succosa e quasi appiccicosa ci ricorda l’estate ormai conclusa. Le note di melone e di tiglio sono un riverbero di ciò che è stato e lasciano presto il posto all’assoluta di osmanto, fiore simbolo del primo autunno: minuscolo e potentissimo, fa sentire il suo richiamo a decine di metri di distanza. Ci invita a godere ancora dell’ultimo tepore quasi estivo, della luce calda e morbida dei tramonti settembrini, via via più fugaci. L’epilogo è nel fondo quasi liquoroso di tabacco e miele. Quando arrivate lì, la magia è compiuta: lui non è già più quello di prima. Voi non siete già più quelli di prima.

Eau de Parfum, 50 ml.
Ascolta: This Mortal Coil, Song to the Siren
Gusta: Tè Oolong ai fiori di Osmanto
Guarda: la mostra Metamorfosi – Picasso, a Palazzo Reale. Fino al 17 marzo.

Erotic – Franck Boclet
Il nome è un programma, in questo extrait de parfum che celebra la sensualità. Un programma fatto di allusioni sottili, di stoffe che disegnano corpi sotto maglioni di trama grossa, di bollicine eleganti e mai volgari che accompagnano il preambolo al piatto principale. Il cuore della fragranza, che si apre con note di basilico, rosmarino e limone, è un perfetto equilibrio tra  l’indolo della tuberosa e la dolcezza della lavanda, sostenuti a loro volta da una base di incenso, sandalo, cuoio, vaniglia, zibetto, muschio e ambra. Materie prime complesse e animaliche che hanno il potere di condurci verso le parti più recondite di noi stessi, verso quella pulsione erotica vitale che si contrappone all’insidia di Thanatos, sempre pronto a sferrare il suo colpo. Chi vincerà?

Extrait de Parfum, 100 ml.
Ascolta: In a Manner of Speaking, Nouvelle Vague
Gusta: Champagne Encry Zero Dosage
Guarda: Gustav Klimt, Judith I

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