PUNK VEGAN IS NOT DEAD!

Pro e contro del veganesimo e piccola guida sulla cosmesi vegana: sapete che una donna consuma in media 4 kg di rossetto durante la sua vita? Eh sì, perché il 30% del rossetto che indossiamo finisce sul nostro stomaco. Se siete vegetariane o vegane, sappiate che in realtà non lo siete davvero, in quanto il rossetto contiene spesso grassi animali. Le diete vegane sono cresciute di popolarità negli ultimi anni e escludono dall’alimentazione la carne di qualsiasi animale e tutti i prodotti di origine animale, dai latticini e carne, al miele e alle uova. E di non indossare alcun capo di abbigliamento, di non utilizzare alcun cosmetico o prodotto di altro tipo nel cui processo produttivo siano stati coinvolti animali. L’aumento è stato attribuito a problemi ambientali e di salute, e fa proseliti tra le celebrità come Natalie Portman, Jennifer Lopez, Tobey Maguire, Joaquin Phoenix, Moby, Bryan Adams, Jared Leto, Alanis Morissette e moltissimi altri. Questa scelta di solito si accompagna a uno stile comportamentale o a un attivismo sociale a difesa degli animali e del pianeta. Spesso il salto dalla dieta vegetariana alla dieta vegana è graduale e spontaneo. Passa sia attraverso la consapevolezza dello sfruttamento degli animali, che sta dietro a formaggi, latte, uova, e altri alimenti. Sia dall’idea che questi alimenti creino anche un maggiore impatto ambientale sul nostro ecosistema, a seguito delle trasformazioni cui sono sottoposti durante il processo produttivo. La dieta vegana è di per sé molto restrittiva e dunque bisogna prestare estrema attenzione a seguirne una di tipo equilibrato, che preveda tutti i nutrienti necessari al corretto funzionamento dell’organismo. Secondo i suoi sostenitori, seguire una dieta vegana equilibrata permette di vivere più a lungo e di sentirsi in forma, con un maggior carico di energia, che solo gli alimenti vegan sono in grado di fornire.

In linea generale e a patto che venga eseguita in modo corretto, può essere seguita da tutti, tranne ai celiaci, a causa dell’alimentazione priva di glutine che sono costretti a seguire, già limitata. Vengono sconsigliate in generale diete vegane dietetiche, senza glutine e low-carb, poiché amplificano i contro della dieta vegana. Discorso diverso invece per i bambini, per i quali è fondamentale prestare maggiori attenzioni. Ci sono molti studi che affermano che una dieta a base vegetale fa bene, ed è stata collegata alla perdita di peso, all’aumento di energia, a una migliore salute del cuore e a un minor rischio di cancro. Altri effetti collaterali positivi seguendo una dieta vegana includono la pelle chiara, a causa della mancanza di latte e un sonno di qualità migliore, grazie a una dieta ricca di noci, verdure a foglia verde e fiocchi d’avena. Se seguita attentamente, ci si ritroverà ben presto con un accentuato senso di benessere fisico: questo perché si tratta di una dieta detossinante, poiché ripulisce l’intestino dalle scorie, diminuisce glicemia e colesterolo.

Tuttavia, eliminare dalla dieta più gruppi di alimenti può essere dannoso per la salute. L’intolleranza a certi cibi non significa che ci sia un problema con quel particolare gruppo alimentare di per sé, ma indica squilibri all’interno del corpo, che possono causare una funzione digestiva più debole, come il metabolismo rallentato e la funzione lenta della tiroide. Alcune persone tendono a gravitare verso una dieta vegana perché gli alimenti inclusi sono “più facili” da digerire a causa dei poveri succhi digestivi. Eliminare questi “alimenti problematici” completamente e permanentemente evita il problema, invece di risolvere il problema alla radice, che sta lavorando per riequilibrare il corpo per riguadagnare la tolleranza di un’ampia varietà di alimenti. Rimuovere improvvisamente carne, latticini e altri prodotti animali dai pasti e se non si assumono degli integratori ad hoc, questa dieta può causare delle carenze. Le carenze più diffuse sono quella di calcio, necessario per aiutare a costruire e sostenere la densità ossea e mantenere i denti forti, quella di ferro, sostanza essenziale per la salute dei globuli rossi, e quella di amminoacidi che si trovano anche nelle proteine ​​vegetali, ma in quantità molto minori rispetto a quelle ​​animali. Ma la carenza di vitamina B12, contenuta in abbondanti quantità nella carne rossa, crostacei e fegato, importante per un sistema immunitario sano, è il fattore più allarmante. Un vegetariano può comunque ritrovare questo prezioso elemento nei prodotti caseari, come formaggio, latte e yogurt, e nelle uova. Nel caso di un vegano, invece, la preoccupazione rispetto alla vitamina B12 diventa concreta, perché si tratta di una vitamina che le piante non producono. La carenza di vitamina B12 inevitabilmente può portare ad un accumulo nell’organismo di omocisteina determinando lo stress ossidativo nell’organismo, aumentando i rischi per l’insorgere di malattie cardiovascolari, alla diminuzione della vista, ai problemi muscolari e alle palpitazioni cardiache. La vitamina B12 è essenziale per produrre sostanze chimiche cerebrali che influenzano l’umore. Uno studio dell’Università di Bristol ha scoperto che i mangiatori di carne sono generalmente più felici. Le ricerche hanno scoperto che vegani e vegetariani sono a maggior rischio di depressione. Altro effetto collaterale negativo potrebbe essere la perdita dei capelli. Infatti la cheratina, una sostanza che fornisce la forza e la struttura dei capelli, è una proteina e il nostro corpo la ricava dalle proteine che mangiamo. Tornando al tema beauty, sono tanti i brand che si stanno adeguando a questa nuova frontiera del trucco “etico”. In Italia, del resto, vegani e vegetariani sono circa l’8% della popolazione, e la loro filosofia non si limita solo alla sfera dell’alimentazione, ma prevede che in generale le scelte di vita non causino sofferenza, dolore o morte agli animali. I cosmetici vegani devono naturalmente essere certificati (il certificato più diffuso in Italia è Vegan Ok) e seguire standard di solito abbastanza rigidi: sono prodotti spesso biologici, naturali, e sia le materie prime che il risultato finale sono cruelty-free, non contengono profumi sintetici, derivati del petrolio, silicone e coloranti artificiali. L’attenzione agli ingredienti nulla toglie alla qualità dei prodotti anche se, rispetto a quelli classici, i trucchi vegan e bio possono avere una scadenza più ravvicinata e anche un prezzo più alto.

L’etichetta apposta sul prodotto non ha alcun valore (simbolo del coniglietto, scritta “cruelty-free”, ecc.) perché si riferisce solitamente al prodotto finito, mentre il problema sono i test su animali per i singoli ingredienti che compongono il prodotto finito. La definizione di cruelty-free legata allo Standard comprende solo la questione dei test su animali, ma non l’eventuale provenienza degli ingredienti usati. Vale a dire che, quando si dice “cruelty-free”, in questo ambito ci si riferisce solo ai test, alla vivisezione, non al fatto di utilizzare in un dato prodotto degli ingredienti di origine animale. Quindi, all’interno dei prodotti cruelty-free per l’aspetto vivisezione, vanno scelti solo quelli senza ingredienti di origine animale.

Nella lista sottostante sono elencati gli ingredienti non vegan e il loro codice INCI, perché nella lista degli ingredienti appaiono con questo codice.

• Miele: indicato in INCI come MEL o HONEY
• Cera d’api: indicata come CERA ALBA, BEES WAX
• Cocciniglia: E120, CI 75470, Natural Red 4, Crimson Lake o Cochineal
• Propoli: indicata come PROPOLIS CERA / PROPOLIS EXTRACT
• Pappa reale: ROYAL JELLY, ROYAL JELLY EXTRACT
• Lanolina: indicata come LANOLIN, oppure i suoi derivati: Isopropyl Lanolate, AmerlateP, Amerlate W, Lanolin, Iso-Pr esters lanolin fatty acids, Lanesta S, Lanolic acid, Lanolin fatty acid iso-Pr esters, Lanolin acids
• Acido stearico: STEARIC ACID
• Glicerina: GLYCERIN (non c’è distinzione in INCI se sia di origine animale o vegetale)
• Collagene: COLLAGEN, SOLUBLE COLLAGEN, HYDROLIZED COLLAGEN
• Placenta: HYDROLIZED PLACENTAL PROTEIN, PLACENTAL PROTEIN, PLACENTAL EXTRACT
• Latte, panna, siero di latte: LACTIS LIPIDA, LACTIS PROTEINUM, LAC, CAPRAE LAC (latte di capra)
• Lattosio: LACTOSE
• Uova: EGG, EGG OIL, EGG EXTRACT, EGG POWDER, EGG YOLK, EGG YOLK EXTRACT
• Proteine della seta: HYDROLIZED SILK PROTEIN, SERICIN, FIBROIN
• Elastina: ELASTIN
• Sego bovino: SODIUM TALLOWATE (si può trovare facilmente nei saponi) .

Se si vuole andare sul sicuro, consultate l’elenco delle aziendeindicate nella “lista delle ditte cruelty-free” sul sito www.consumoconsapevole.org

Per questo editoriale, il make-up è di Kat Von D. Tatuatrice del famosissimo “High Voltage Tattoo”, musicista, celebrity dell’arte e icona delle alternative models a livello mondiale, nel 2008 Kat Von D ha stupito tutti con il lancio della sua sensazionale collezione make-up, creata in partnership con Kendo, società del gruppo LVMH con sede a San Francisco, e distribuita in esclusiva in tutti i punti vendita Sephora del nord America. Kat ha sempre dichiarato il suo profondo amore per gli animali ed è una sostenitrice dell’Associazione PETA, per la quale ha posato senza veli per una campagna di sensibilizzazione. Per questa ragione, Kendo è il partner perfetto dato che si è unito con tutti i marchi che produce, tra cui Marc Jacobs Beauty e Formula X, al PETA’s Beauty Without Bunnies Program. Con la sua adesione al programma e l’inclusione nella lista cruelty-free, Kendo ha firmato una dichiarazione secondo la quale non potrà mai condurre, commissionare o pagare test su animali per i suoi ingredienti o prodotti in qualsiasi parte del mondo. Questo significa anche che Kat Von D e Kendo stanno mettendo principi etici davanti a profitti, rifiutandosi di vendere in Cina, fino a quando il paese solleva l’esigenza che i prodotti cosmetici siano testati su animali. La maggior parte dei prodotti della collezione make up Kat Von D sono infatti vegani, ossia non contengono nessuna traccia di ingredienti di origine animale, mentre davvero tutti non sono testati sugli animali.

Credits:

Photographer Debora Barnaba / Make Up Artist Serena Palma
Model Aurora Sulejman @elite

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