LE SARTE PETTEGOLE, TRA CHIACCHERE E PASTICCINI

È in arrivo la bella stagione, e con lei la voglia di tornare in forma e raggianti, scoprire strato dopo strato il proprio corpo, sfoggiare gli accessori più cool per la stagione. La ricetta è facile, basta aprire il proprio guardaroba estivo e iniziare a tirar fuori, giorno dopo giorno, un capo nuovo. Ingredienti indispensabili: colore e fantasia. E quale capo migliore in questa stagione di transizione se non la camicia? Indossata durante tutto l’arco dell’anno rappresenta il cavallo di battaglia di ogni guardaroba, maschile e femminile. Più formale in inverno e più vivace in estate diventa il pezzo chiave di ogni look. A dare quel pizzico di sapore in più che non guasta mail alla ricetta ci sono Le Sarte Pettegole. Se già il nome preannuncia qualcosa di molto divertente, ispirato a quello che fanno le sarte mentre lavorano (chiaccherano, parlano mentre le loro mani tracciano filze, creano asole, imbastiscono e tagliano) il piatto forte deve ancora arrivare. Nel vero senso della parola. Perché per la stagione primavera/estate 2019 il brand di Pontevico (BS), del Gruppo Giemme, ha pensato bene di proporre la collezione con un packaging originale e ricercato. Un vero e proprio vassoio per pasticcini. Quelli classici dorati da pasticceria. Su cui confezionare camicie create con cura e dedizione. L’idea rispecchia lo spirito ironico, giocoso e sbarazzino che ha reso il marchio Le Sarte Pettegole riconoscibile in tutto il mondo.

Portavoce di uno stile fresco, sofisticato e rigorosamente italiano. La grande tradizione sartoriale, infatti, vive in ogni minuzioso dettaglio di queste camicie. Ispirate, per la S/S 2019, alle mise ricche di fantasie delle donne che affollavano le spiagge negli anni Settanta. Fiori, geometrie, micro fantasie e paesaggi piazzati diventano perciò il fil rouge di questa nuova collezione. E in quanto a forme e silhouette ogni desiderio è presto esaudito. Per chi predilige vestibilità più androgine ci sono i modelli con colletti botton down a contrasto, e interventi di termosaldatura sul fianco. Impreziositi da ricami, patch, fiori jacquard e righe in fil coupé. Per quelle donne che, invece, non hanno la minima intenzione di rinunciare a sfoggiare la propria femminilità in ogni occasione la proposta si sposta più su vestiti chemisier rifiniti con un tie-dye manuale e top e camicie colorate o a tinta unita. A dominare la palette colori sono tonalità brillanti e vivaci come l’azzurro e il fucsia, alternati al pesca e al caramello. Perché anche la palette, come il packaging e la collezione, possa stuzzicare quell’insaziabile voglia di freschezza e quel succulento desiderio di evadere dall’omologazione.

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