LIFESTYLE
ISLANDA, CREATIVITÀ ALL’ENNESSIMA POTENZA

Islanda, pura creatività: 300.000 abitanti per 100.000 km quadrati, la densità di popolazione più bassa del continente nonché il paese europeo meno popolato, chiuso tra geyser, ghiacciai e vulcani. Nulla di tutto questo però sembra poter limitare artisticamente quest’isola che è stata capace, negli ultimi vent’anni, di partorire una delle più fertili scene musicali del pianeta con fenomeni di culto come  Sugarcubes e la loro leader Björk, Sigur Rós, Múm. Ma non solo, perché anno dopo anno, l’elenco di nomi provenienti dall’Islanda si allunga e si moltiplica, abbracciando tanto compositori classici come Jóhann Jóhannsson e cantautrici come Ólöf Arnalds, quanto nuovi talenti come quello di Ásgeir, ultimo arrivato di un’onda proveniente dal freddo che non accenna a diminuire. 21 anni, vero nome Ásgeir Trausti Einarsson, nato e cresciuto a Laugarbakki (70 anime perse nel Nord del Paese) Ásgeir è diventato il nuovo fenomeno della scena grazie al suo disco di debutto “In the silence”. La musica è una materia irrinunciabile qui. Studiata a scuola, possiede un ente di promozione tutto suo, l’Iceland Music Export: i negozi di dischi sopravvivono benissimo a Reykjavík, in totale controtendenza rispetto al resto del mondo. E sono assiduamente frequentati da tutti. Anziani e giovanissimi. Ma l’Islanda non è solo un posto magico per la musica, perché qui la creatività è altissima in molti campi. Va oltre gli schemi omologati e omologanti, ispirata poco da ciò che sta fuori e molto da ciò che l’isola – e i suoi isolani – hanno da offrire. Sono infatti molto interessanti alcuni designer locali che hanno sviluppato una propria collezione analizzando e studiando le propria terra. Creatività autoctona.

Ásta Vilhelmína Guðmundsdóttir è il direttore creativo di Ásta. Le sue opere d’arte e i suoi disegni traggono ispirazione dalle rapide variazioni del clima islandese. Con una delicata attenzione alle tendenze naturali del tessuto, le sue creazioni evocano un bizzarro equilibrio tra disfacimento e composizione. Più recentemente, Ásta ha realizzato installazioni e sculture per le quali ha usato fibre come bambù, filo di bambù, crine di cavallo e seta. Ha partecipato a numerose mostre, simposi e residenze sia in Islanda che all’estero. Un artista a tutto tondo più che un semplice designer. Il suo lavoro segna il confine tra l’installazione di arte tessile e la moda indossabile.

KRON di KRONKRON è un’amata griffe islandese che con i suoi pezzi senza tempo riesce ad essere sempre attuale. Le collezioni sono progettate per mescolare e abbinare i capi delle stagioni precedenti, in modo da rendere il guardaroba degli addicted un vero e proprio collectible. Da rimpinguare nel negozio Kronkron, che vende pezzi del marchio KRON by KRONKRON e di altri designer islandesi e internazionali, e da Kron, che vende esclusivamente scarpe dall’etichetta. Entrambi di proprietà della coppia di designer che stanno dietro all’etichetta. Un gioioso utilizzo del colore e un mix accessoriato di materiali e texture creano quell’eleganza distintamente femminile che è il marchio di fabbrica dei designer. Le loro raccolte includono titoli narrativi: Magical Grove, Cabinet of Wonders, Intangible e Magic in the Moonlight. Se amate il mix & match e volete sperimentare abbinamenti cromatici inusuali vi consigliamo di entrare nel loro store a Reykjavik e provarvi di tutto – con grande divertimento della proprietaria che sembra uscita da un racconto dei fratelli Grimm.  Tra una cioccolata fumante e dei biscotti appena sfornati vi assicuriamo che sarà un esperienza unica.

Hildur Yeoman è lentamente diventato uno dei principali stilisti islandesi, noto per i propri elaborati progetti che abbracciano un estetica molto particolare. Hildur è prima di tutto un creativo a 360 gradi, e le sue capacità illustrative, così come altre forme d’arte collaborative possono essere trovate nel suo processo creativo, il tutto unito ad un’estetica unica. Il suo negozio a Reykjavik, Yeoman, aperto nella primavera del 2017, riflette i suoi disegni atmosferici e distintivi.

Per questo e molto altro Reykjavík è una piccola, grande capitale della cultura mondiale. Una volta sull’isola il modo migliore per scoprire le cose è parlare con le persone. “Apritevi e l’Islanda si aprirà a voi”. Questa è la tipica frase degli islandesi. È l’unico modo infatti per evitare di sentirsi isolati e di farsi prendere dall’ipnotico canto della malinconia.

Se avete pochi giorni a disposizione, e non riuscite a spingervi lontano da Reykjavík dove l’Islanda si mostra al suo meglio – cioè senza l’intervento umano – sappiate che la capitale è un piccolo paradiso per giovani e meno giovani amanti di musica, design e… maglioni di lana. Che non riuscirete mai a indossare a casa vostra: troppo caldi e troppo ruvidi. Ma che appena arrivati qui vi sembreranno un vero e proprio must. Popolo di forti lettori, in mezzo al quale vi capiterà di vedere signore di una certa età leggere libri ad alta voce al tavolo di una caffetteria davanti a un pubblico di amici coetanei, mentre accanto ragazzi e ragazze lavorano al computer portatile o leggono sull’iPad. Una fotografia davvero unica. Il nostro suggerimento, in uno dei paesi più cari al mondo nonostante non sia più ai livelli della crisi del 2008, è di non risparmiare sull’alloggio, almeno a Reykjavík. A differenza di quanto si creda, il clima non è particolarmente freddo, essendo la media annuale tra i 5 e i 10 gradi (solo nelle aree più a Nord si arriva sotto zero). Ma il vento non smette di soffiare mai, tanto che quando sarete tornati nella vostra stanza avrete una voglia irrefrenabile di farvi una doccia calda, o meglio catapultarvi in una hot tub, una vasca con acqua bollente. Se non riuscirete ad andare alla Blue Lagoon (altamente consigliata, tra le 100 cose da fare nella vita, specialmente di sera), la vasca geotermale di oltre 500 metri quadrati dalle parti dell’aeroporto Keflavík, provate a frequentare una delle numerose piscine in città oppure rimanete in hotel.

Eppure la Blue Lagoon sarà un’esperienza mistica molto simile a quella che si può sperimentare negli onsen giapponesi. Ma attenzione: la temperatura arriva anche a 50 gradi e dopo pochi minuti sarete così stanchi da aver bisogno di un letto o di un bel massaggio. Ecco perché un buon rifugio dopo una intensa giornata passata controvento sarà necessaria. Uno degli hotel più belli si trova sulla strada commerciale principale di Reykjavík. L’Alda, posizionato proprio sulla Laugavegur, ha a disposizione camere confortevoli, una sauna e una hot tub, due salotti comuni con tavolini, libreria, bar e piccola pasticceria, un caminetto a gas in pietra lavica e una barberia. Qui barba e baffi vanno per la maggiore e un’aggiustatina è sempre necessaria: i parrucchieri lavorano fissi (in vetrina) tutto il giorno.

Mettiamoci poi che l’Islanda è essenzialmente un paese “rosa”, il più femminista del pianeta. Nel 1980 fu il primo paese ad avere un presidente donna e un primo ministro donna omosessuale. Non per niente recentemente il Global Gender Gap Index del World Economic Forum ha designato l’isola come la nazione con il minor tasso di diseguaglianze di genere. Anche i pacifisti e gli hippie hanno un buon motivo per amare quest isola. Non c’è esercito, marina militare e neppure la famosa catena McDonald (che ha lasciato nel 2009 a causa degli eccessivi costi dell’importazione di materie prime dovuta alla crisi economica islandese). Ma gli islandesi possono vivere benissimo senza, e noi li adoriamo anche per questo motivo.

Credits:

Cover Image © Inez and Vinoodh

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