GENERATION PAISLEY: I 50 ANNI DI ETRO

Dici paisley, dici Etro. Gli ingredienti per una storia di successo ci sono tutti: imprenditorialità, passione per i viaggi e le culture e genio creativo. Fondata nel 1968 come azienda tessile da Gerolamo Etro, a raccoglierne l’essenza e raccontarla è il Mudec – Museo delle Culture di Milano con la mostra Generation Paisley, (visitabile gratuitamente fino al 14 ottobre). Un luogo simbolo della città meneghina scelto per la sua sensibilità verso le meraviglie da scoprire e custodire, caratteristica comune alla famiglia Etro. E simbolo assoluto della storia di Etro è la sinuosa goccia del cashmere, da cui il motivo paisley. Il germoglio della pianta di dattero, o albero della vita, antico simbolo della Mesopotamia, arrivato in Europa tramite la colonizzazione inglese dell’India e divenuto il segno distintivo della maison Etro. Cinque colori, rosso, turchese, giallo, verde e avorio, si intrecciano nel disegno icona dell’estetica del marchio, i fili di una storia lunga 50 anni, italianissima e insieme espressione di un grande amore per i viaggi e per i mondi lontani.

Come un globetrotter che si muove in una realtà aumentata, il percorso inizia accolti dalle fronde di un gigantesco albero all’ingresso del Mudec e si è guidati in una wunderkammer, una camera delle meraviglie immaginifica dello stile Etro, in cui molti degli elementi in esposizione appartengono alle raccolte personali dei membri della famiglia Etro stessa.

Attraverso 50 abiti provenienti da diverse collezioni, Generation Paisley racconta questo vagabondaggio tra tessuti, materiali, oggetti dalle origini più eterogenee. Una scoperta che si svela lungo cinque stanze, senza confini e senza sequenza cronologica, che assomigliano a un caleidoscopio visto dall’interno, fatto di pareti ricoperte di tessuto, rifrazioni di specchi, effetti digitali e tridimensionali.

Un’escursione lunga mezzo secolo in cui la maison Etro allo sviluppo di tessuti affiancherà la pelletteria, i complementi d’arredo, poi i profumi e le linee di prêt-à-porter maschile e femminile.

Fino all’importante traguardo della prima passerella alla fashion week milanese nel 1996 che consacrerà la maison Etro alla notorietà internazionale. Avanguardista anche nella rappresentazione del proprio mondo, la famiglia Etro comunica il suo stile attraverso sfilate-evento come quella con i carri trainati dai buoi per le vie della città o quella con gli ospiti sistemati sui vagoni di un treno anni ’30. E dall’apertura dei flagship store di via Montenapoleone a Milano e di rue du FaubourgSaint-Honoré a Parigi, segue, con inesorabile predestinazione, quella nelle altre capitali della moda: Madison Avenue a New York, il quartiere di Ginza a Tokyo e Old Bond Street a Londra. Si è fatto largo il concetto della “New Tradition”, che unisce il passato al presente, il classico alla sperimentazione, l’heritage al nuovo divulgati anche grazie a campagne pubblicitarie precorritrici. Un’esperienza totalizzante, straniante e insieme familiare, esattamente come solo un viaggio è capace di essere.

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