MEET THE TALENT: ALEXANDER VREELAND.

Sono stata invitata ad una cena esclusiva con Alexander Vreeland per celebrare la nascita della nuova fragranza Wildly Attractive by Diana Vreeland. Arrivo al ristorante Filippo La Mantia in netto anticipo rispetto l’orario concordato per l’intervista. Alexander è seduto al bar e risponde amabilmente in italiano alle domande della collega che aveva l’intervista prima di me. Lo avevo incontrato brevemente a Firenze ma avevamo parlato in inglese, perciò, piacevolmente sorpresa, mi siedo in disparte a rileggere la sua biografia.

Alexander Vreeland ha una consolidata carriera nella gestione di beni di lusso con una specializzazione in comunicazione, marketing e vendite. Nel 1985 si è trasferito a New York per gestire il dipartimento di pubbliche relazioni e comunicazione in tutto il mondo per Ralph Lauren, Polo Ralph Lauren e tutti i licenziatari. Nel 1989, ha iniziato una carriera di 12 anni con Giorgio Armani, per il quale ha diretto vendite e distribuzione per tutti i prodotti di Armani in Nord America. In qualità di vicepresidente esecutivo, è stato anche responsabile di tutte le attività di licensing e marketingNel 2003 Alexander e due soci hanno creato G.A.V. per garantire le licenze di progettazione, produzione e vendita all’ingrosso di abbigliamento femminile nel Nord America, per le licenze di Calvin Klein, CK Calvin Klein ed Emanuel di Emanuel Ungaro. Hanno costruito un’importante azienda di abbigliamento femminile con una significativa distribuzione di grandi magazzini e venduto l’azienda nel 2006. Poco dopo, Alexander si è trasferito a Parigi, in Francia, per D. Porthault, la veneranda azienda di biancheria di lusso. Nel 2008, ha avviato uno studio di consulenza che comprendeva la conduzione di Slane, una società di gioielleria di lusso di New York; presentando un nuovo modello di business per Isabel Marant, la società di abbigliamento sportivo con sede a Parigi e gestendo marketing e strategie per Dedon, la società tedesca di mobili per esterni di lussoAlexander ha lavorato in numerosi consigli di amministrazione, tra cui: Burton Snowboards, Elizabeth Glaser Pediatric AIDS Foundation e Iyengar Yoga Association. Ora Alexander e la sua famiglia vivono a New York, perché dal 2009 Alexander è diventato presidente della Diana Vreeland Estate e dal 2014 è CEO e Presidente di Diana Vreeland Parfums LLC.

Alexander Vreeland by Inez & Vinhood

Infatti, il suo cognome ha anche peso nel mondo della moda, perché Alexander è il nipote dell’inimitabile Diana Vreeland. Considerata una delle più influenti redattrici di moda, Mrs Vreeland ha completamente trasformato il mondo della moda con la sua immaginazione teatrale, determinazione intelligente e anima giocosa. Durante i suoi 26 anni presso Harper’s Bazaar, quasi 10 anni da Vogue America e 16 anni come consulente tecnico per l’istituto del costume del Metropolitan Museum of Art di New York, Diana Vreeland ha incantato il mondo, e ora suo nipote continua la sua eredità. Con nomi come Vivaciously Bold, Perfectly Marvelous e Devastatingly Chic, le fragranze incarnano la personalità divertente e senza paura della signora Vreeland. Anche il nome dell’ultima creazione, è stata ispirata dalla convinzione di Diana Vreeland che sono le nostre imperfezioni a renderci unici e speciali. Diceva sempre: “Non devi nascere bello per diventare Wildly Attractive“.

Alexander saluta la giornalista e si avvicina al mio tavolo. Si muove con sicurezza, come se fossimo tutti ospiti a casa sua.
Buonasera Sig. Vreeland e complimenti per il suo fluente italiano!
“Buonasera a lei e grazie per essere venuta. Se non le dispiace possiamo darci del tu “.
Forse è proprio la fatidica frase “diamoci del tu” a costituire il punto di svolta di ogni relazione umana: una semplice frase che, immediatamente, modifica psicologicamente un rapporto, rendendo da subito, quasi inconsciamente, il contatto tra due persone più intimo, meno formale e più confidenziale.

Qual è il primo odore che ricordi?
“Mio padre era un diplomatico e abbiamo vissuto in Germania quando avevo 5-6 anni. Ma il primo ricordo a livello olfattivo è legato al periodo in cui ho vissuto in Marocco da bambino. Un profumo di fiori d’arancio, che richiamava l’acqua che usavo per lavarmi le mani. Inoltre la nostra casa era circondata da mandarini e quelle note agrumate sono ancora nella mia mente. Per celebrare la memoria di quel tempo, ho chiesto al maestro profumiere Carlos Benaim, di creare la nuova fragranza Wildly Attractive. Le componenti vanno da un accordo di fiori d’arancio, petit-grain e note vivaci di mandarino, al neroli e al gelsomino sambac, fino ad arrivare al muschio ed al purissimo oud, trasportando chi lo indossa in un viaggio stupefacente e misterioso. “

C’è un odore che ti ricorda tua nonna e qual è stato il consiglio più prezioso che ti ha trasmesso?
“Quando ero ragazzino ricordo che mia nonna era solita accendere delle buonissime candele di Rigaud. Non diceva mai nulla di negativo e riusciva a trovare il bello in qualsiasi cosa. Mi spronava sempre a concentrarmi sulle priorità. Consiglio che ancora oggi seguo, focalizzando le mie energie sulla famiglia e sul lavoro.”

Hai un ricordo di tua nonna in Italia?
“Ho un ricordo bellissimo di quando sono stato ospite con mia nonna nel 1977 a casa di Valentino. Un periodo incredibile…”

Tua nonna era così brava a capire e definire un periodo storico e sociale, come negli anni sessanta a Vogue. Se fosse ancora viva, come pensi che definisca il periodo storico che stiamo vivendo in questo momento?
“Come caporedattrice di Vogue, ha scelto donne che fossero veramente speciali come Penelope Tree, Lauren Hutton, Anjelica Huston e Barbra Streisand, spostando i servizi fotografici fuori dagli studi, inviando i team in location in Giappone, Turchia e Grecia. Ma il vero Fort Knox di immagini, che ancora oggi riecheggiano nella moda, arrivano dal periodo al Bazaar. Credo che quelli siano stati i suoi anni più importanti. Le foto non sono affatto datate. Guardando attraverso di loro, puoi vedere un’affascinante evoluzione delle donne e il loro ruolo nella società, il loro ruolo nella famiglia, il loro rapporto con il proprio corpo. Mia nonna ha preso l’iniziativa in questo senso, e il rispetto che ha avuto per le donne è sorprendente. Ha fatto apparire le donne magnifiche, mai apertamente sexy o inappropriate. Per mia nonna nulla era mai abbastanza, lei era un’assoluta fan del concetto “more and more”. Il senso del minimalismo non esisteva nel suo ordine mentale. Era una persona assolutamente malleabile e aperta al cambiamento, estremamente radicale come atteggiamento rispetto all’epoca in cui ha vissuto. Avrebbe definito questo periodo molto bello e interessante, non tanto dal punto di vista sociologico quanto estetico. Con la sua apertura mentale, avrebbe trovato e scoperto nuovi canoni di bellezza forti e dinamici.”

Come si fa a imbottigliare Diana Vreeland, tutto quello che era, tutto ciò che ha fatto e vissuto, e tutto ciò che ha amato?
“Il lavoro che faccio dietro ogni fragranza è la sintesi di una discussione creativa e di obiettivi tra me, mia moglie Lisa e il naso coinvolto tra i migliori profumieri di IFF. Il nostro scopo è di creare dei profumi nuovi senza riprendere necessariamente i suoi preferiti. Mia nonna è la fonte d’ispirazione per ogni progetto relativo al brand ma rimane un punto di partenza. Ogni fragranza ha una sua precisa identità senza nessuna necessità di emulazione.”

Credi ci sia una relazione tra profumo e colore?
“Assolutamente sì, tutto torna sempre.  Fabien Baron, fondatore dell’agenzia di creativi ha creato il flacone come omaggio all’eleganza classica di Diana Vreeland ed il suo mondo immaginario imbevuto di colore. Un flacone iconico, prodotto nel 1920 da artigiani francesi, è stato ricreato in diversi colori vivaci. Il tappo dalla forma allungata, è un chiaro riferimento alla mania di Diana Vreeland per le proporzioni esagerate. Mia nonna scriveva una rubrica di Harper’s Bazaar intitolata: “Why don’t you..”e lo spirito di quel “Perché no?” è la morale di tutto il suo lavoro.”

Hai fatto un magnifico tributo alla memoria della tua titanica nonna. Ma tu sei un grande imprenditore: perché non hai chiamato la collezione a tuo nome?  “Why don’t you..”?
“Ho avuto paura… Poi il mio compianto amico Joseph Spellman, che ha lavorato presso il marchio Estee Lauder dagli anni ’70, contribuendo al successo di diversi marchi tra cui Tom Ford Beauty, Bobbi Brown ed Elizabeth Arden, mi consigliò di lanciare la Diana Vreeland Parfums. E sono felice di averlo fatto!” E’ arrivato il momento di andare a tavola, dove le chiacchere si dilungano fino a tarda serata. Complice l’ottimo vino e l’amabile compagnia, Alexander estrae dalla tasca della giacca una piccola ampolla con un liquido dorato. Si tratta del nuovo progetto al quale sta lavorando, una magnetica fragranza a base di citrus e fico, che non ha ancora un nome. Fosse per me, lo chiamerei Superlative Alexander.

La foto di Alexander Vreeland nella Gallery è di Pete Thompson

 

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