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GRACE JONES COME NON L’AVETE MAI VISTA

Si alza alle sei del mattino, fa colazione con dello champagne e poi si rimette a dormire, per poi risvegliarsi nel tardo pomeriggio, al calar del sole. Vita sregolare e atteggiamento trasgressivo sono sempre state le fondamenta della personalità di Grace Jones, modella, cantante, attrice, musa e icona indiscussa della disco music degli anni Ottanta che con quella sua immagine androgina e sicura di sé ha influenzato intere generazioni.

E pensare che la prima volta in cui si trovò in uno studio di registrazione si bloccò letteralmente, tremava, perché non riusciva a cantare nel modo in cui le avevano detto di fare, doveva cantare come gli altri cantanti, “ero molto timida, ma pensai ‘voglio davvero farcela. Devo farlo’. Cantai sotto il tavolo così che le persone all’interno dello studio non potessero vedermi. Per me fu come rinascere”, raccontò Grace. E in effetti sono tanti gli aspetti che si celano dietro al comportamento irriverente di Grace, e solo chi ha avuto l’opportunità di viverla intimamente conosce le sue paure, la sua sofferenza e il lato oscuro della sua infanzia, quella trascorsa al fianco di un uomo violento, il secondo marito della nonna. Un comportamento che inevitabilmente ha riportato delle notevoli conseguenze su di lei. Fu il suo insegnante di recitazione a farglielo notare un giorno, dicendogli quanto, una volta salita sul palco, si trasformasse proprio in quell’uomo che tanto l’aveva terrorizzata da bambina.

A raccontare questo e tanti altri momenti epici che hanno scandito la vita “loca” e al tempo stesso spettacolare di Grace Jones è Sophie Fiennes, produttrice e regista inglese che per cinque anni ha seguito l’artista in ogni dove, riprendendo le sue performance sul palcoscenico, gli attimi nel backstage – scanditi dalla presenza immancabile di vino, champagne e ostriche – e i numerosi viaggi in Giamaica, la sua terra d’origine, in compagnia della sua famiglia. 115 minuti di puro spettacolo raccontati senza filtri, dagli esordi a quando Jean-Paul Goude, artista e illustratore con cui la Jones iniziò una relazione sentimentale e da cui nacque suo figlio Paulo, rivoluzionò ufficialmente la sua immagine, disinibita ed esuberante che tanto la faceva allontanare dagli altri, ma che al contrario, a lei, piaceva a tal punto da farla sentire speciale per quanto diversa. Improntato come un elettrizzante documentario, e distribuito da Officine UBU, “Grace Jones: Bloodlight and Bami” ha chiuso i battenti mercoledì 31 gennaio, “portandosi a casa” un due giorni di tutto esaurito nelle sale cinematografiche italiane. E per chi, in quei due giorni, si fosse fatto sfuggire questo imperdibile appuntamento, niente paura, c’è chi ha già reso giustizia a Grace lanciando sul mercato il dvd, da assaporare intimamente sul proprio divano, perché no, con un buon flûte di champagne in mano in onore di Mrs. Jones.

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